
Dopo il viaggio in Trentino dell’estate scorsa, Olympia ed io abbiamo deciso di affidarci ancora alle amorevoli cure di Daniele di Viaggiare in Bici, che stavolta ci ha guidati niente-popo-di-meno-che in un incredibile “coast to coast” dal Tirreno all’Adriatico. Nella pagina dedicata al viaggio potete trovare l’itinerario e i dettagli altimetrici.
Ad accompagnarci c’era il mio guru ciclistico, Ivan, e una coppia di amici, Daniele e Serena, che purtroppo hanno dovuto abbandonarci a metà del viaggio per problemi di salute.
Partendo da Cecina (LI) il 31 maggio abbiamo attraversato l’Appennino, fermandoci a Volterra (PI), Greve in Chianti (SI), Arezzo, Chiusi della Verna (AR) e Pennabilli (RN) fino ad arrivare a toccare Rimini il 5 giugno. Rispetto al Trentino è stato un viaggio molto più faticoso: tappe più lunghe e più dure, tempi di percorrenza fino a quattro ore e dislivelli anche superiori a mille metri. In pratica il viaggio era incentrato maggiormente sugli spostamenti in bici che non sulla visita delle tappe. Visita che era ulteriormente disincentivata dalla lontananza dei campeggi in cui alloggiavamo dalle mete delle tappe.
Una delle cose che da sempre apprezzo maggiormente nelle vacanze è il cibo. Mangiare tanto, bene e in compagnia è una cosa che mi dà sempre gioia. E con la scusa delle calorie consumate le pause per rifocillarci con un panino al prosciutto o un gelato non mancavano mai. Mentre a colazione fioccavano fette di pane e nutella e la sera gli organizzatori ci rimpilzavano a colpi di carne alla brace, pastasciutta, panzanella, prosciutto e melone…
E’ stato bello rincontrare i due organizzatori, Daniele ed Amita, ed anche, inaspettatamente, due “veterani” del Trentino: Fabio e Massimo. Come l’anno scorso siamo partiti un po’ freddini, ma man mano che passavano i giorni abbiamo fatto amicizia con i 20 partecipanti, tanto che ci è dispiaciuto molto lasciarci l’ultimo giorno.
Speriamo di rincontrarci alla prossima biciclettata con Viaggiare in Bici!
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Tag: Adriatico, mare, montagna, Tirreno
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Il mio portatile DELL XPS M1530 non ha ancora 3 anni di vita ma si sta già avviando verso la rottamazione. Dopo l’annoso problema irrisolto della batteria [1, 2], adesso è il turno del lettore CD.
Già da un po’ di tempo aveva manifestato alcuni rumori molesti in fase di lettura, soprattutto al riavvio del sistema, ma aveva sempre funzionato. Invece oggi, alla pressione del tasto per espellere il CD, sento un brutto rumore come di due parti che sbattono ripetutamente e il CD non esce.
Per chi non lo sapesse, il mio portatile non monta uno dei classici lettori CD che si estraggono ma un fighissimo lettore integrato con fessura membranosa, modello mangiadischi degli anni ’60. Manco a dirlo, non esiste alcun pulsantino per l’uscita forzata, ma anche se ci fosse probabilmente il problema rimarrebbe.
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Tag: DELL, usb, XPS
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Scritto da Uccio in Sport
Venerdì, all’ufficio del CUS, dopo un ingente versamento di denaro.
Io: “Quindi il corso inzia settimana prossima?”
Impiegato: “Sisisisisi! Con te il corso raggiunge il numero minimo di cinque persone, quindi martedì prossimo inizia sicuramente!”
Lunedì pomeriggio, al telefono. Riconosco la voce dello stesso impiegato che mi ha fatto il salasso, molto giovane, quindi gli do del tu.
Io: “Allora mi confermi che il corso di tennis P2 inzia?”
Impiegato: “Ehm… sssiii…” Chiede conferma a qualcuno nella stanza che, dopo qualche verifica, sembra dargli conferma. “Si, inizia sicuramente!”
Io, perfettamente a conoscenza dell’orario: “Mi ricordi l’orario per favore?”
Impiegato: “Dunque… P2…” traffica un po’ sulla tastiera “martedì e giovedì dalle 9 alle 10:30.”
Martedì mattina, ore 8:50, mi congelo le chiappe per andare in bici al CUS. Arrivo al campo, deserto. Ovvio, sono le 9 in punto, figurati se qualcuno oltre a me arriva puntuale. Mi abbarbico alla transenna laterale a mo di geco e mi godo un po’ di sole. 9 e 5… 9 e 10… 9 e un quarto… OK, andiamo a chiedere.
Io: “Sarei venuto per il corso di tennis P2, ma non c’è nessuno.”
Impiegata, giovane, mai vista prima, in imbarazzo per l’accaduto, o forse semplicemente spiazzata dalla situazione inaspettata, controlla nervosamente il calcolatore: “P2… siete iscritti in 6, dovrebbe essere iniziato…” chiede conferma a un collega, che scarica il barile a un certo Davide che in quel momento non c’era.
Inizia la ricerca che, dopo qualche minuto, si conclude con delle scuse e con la conferma che il corso inizierà giovedì, sicuramente!
Tag: CUS, tennis
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Scritto da Uccio in Bicicletta
Oggi, dopo il mio ennesimo pasto abusivo a mensa, sono rientrato al CNR per adempiere al mio ruolo ufficioso di ricercatore (diventerà ufficiale a novembre), che in questa settimana consisteva prevalentemente nell’assistere i miei colleghi nella preparazione di una review da presentare a un congresso. Oggi però il capo non c’era e i colleghi non mi hanno chiesto aiuto, fatta eccezione per una consulenza su Latex. Quindi, mentre cercavo di fare reverse engineering sul sito di Amazon, mi è venuto in mente che ormai erano quasi tre settimane che non uscivo con Olympia. Mi sono affacciato alla finestra per prendere una boccata d’aria e ho notato che dal cielo grigio avevano cominciato a filtrare dei raggi di pallido, tiepido sole. Poi mi sono collegato a Google Maps così, tanto per dare un’occhiata ai dintorni di Pisa, senza cattive intenzioni. Ma quando mi sono reso conto che il lavoro non procedeva più, ho chiuso il portatile e sono scappato di corsa a casa.
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Tag: Massaciuccoli
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Da quando ho iniziato ad usare il farmaco Ismigen, mi vanto di aver acquisito un sistema immunitario 2.0.
Il primo anno che l’ho usato (2008) non è stato particolarmente incisivo: mi sono comunque ammalato, ma non ho avuto gravi malattie all’apparato respiratorio come invece mi era capitato negli anni precedenti. Così ho deciso di riprovarlo anche l’anno successivo, in cui ho invece passato il migliore inverno della mia vita dal punto di vista della salute, in quanto non ho avuto niente di peggio che qualche breve influenza e comunque senza fastidiosi mal di gola o tossi che non finiscono mai.
Certo, non è dimostrabile che questo miglioramento sia attribuibile all’assunzione del farmaco. Anzi, certamente è stata molto utile, se non addirittura determinante, l’attività fisica all’aria aperta svolta durante tutto l’anno. Comunque, finché non ho avrò una prova di inefficacia del farmaco, sono sicuro che continuerò ad usarlo.
Questo post l’ho scritto proprio per farvi valutare la possibilità di acquistare il farmaco. Avrei voluto parlarne prima, ma ultimamente sono stato un po’ troppo indaffarato… Se vi ho incuriosito, troverete ulteriori informazioni nell’altro articolo che scrissi a tal proposito, oppure potete chiedere al vostro medico o al farmacista di fiducia. No, non a me! Sono dottore ma non curo le persone!
Tag: farmaci, inverno, Ismigen
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Gli ultimi giorni sono stati veramente pieni: difficilmente in altri periodi sono riuscito a fare altrettante cose nell’arco di una giornata. Avere degli obiettivi e delle scadenze precise a volte ti può trasformare in un automa che non si ferma finché non porta a termine il suo compito o non si scaricano le batterie. I giorni si susseguono sotto la costante pressione del dover fare, poiché chi si ferma è perduto. In quei giorni è più facile fare rinunce, mentre ogni momento di pausa più lungo dello stretto necessario pesa come un macigno sulla coscienza.
Man mano che la scadenza si avvicina le cose da fare si moltiplicano e sovrappongono e ci sono momenti in cui pensi di non essere in grado di reggere la pressione e la stanchezza, di non poter arrivare in fondo. Ti viene voglia di lasciar perdere, di buttarti sul letto per un po’ di meritato riposo. Vorresti chiudere gli occhi e goderti cinque minuti di nulla, lontano dalle preoccupazioni. Ma, per quanto ci provi, le cose da fare restano sempre in agguato in un angolo buio della mente e ti trovano ovunque tu cerchi di nasconderti. È in questi momenti che diventa prezioso il contributo che può venire dalla parola di un amico, o semplicemente da un gesto, un sorriso, un modo per dire: “non mollare, sono con te!” Può essere difficile da notare, perché il tuo sguardo è proteso altrove, lontano da chi ti circonda, eppure lo percepisci, avverti un tepore nel profondo.
Finalmente la scadenza arriva, ti togli subito l’impiccio della consegna, una cosa rapida, poco più che una formalità. Dopodiché passi la più splendida giornata che tu possa ricordare, in compagnia delle tua famiglia e di tanti amici venuti per sostenerti o anche solo per festeggiare. Tutto sembra più leggero, più semplice. In fondo in fondo sai che è solo un nuovo inizio e che ci saranno altre preoccupazioni, tali da far impallidire quelli che finora avevi chiamato problemi. Ma verrà il tempo in cui pensarci, per ora devi solo goderti la giornata e ringraziare tutti quelli che ti sono stati vicini.
Grazie.

Tag: tesi
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Scritto da Uccio in Bicicletta

Giro breve: un paio d’ore, tra le 18 e le 20.
I errore: non aver controllato a che ore fa buio.
Una cinquantina di chilometri.
II errore: i chilometri effettivi sono sempre di più rispetto a quelli calcolati su Google Maps.
Vediamo un poo’… Trovato! Giro intorno al Monte Serra in senso antiorario, 55 km.
III errore: percorso mai fatto. Fatto solo una volta in senso orario e per di più in compagnia.
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Tag: paura, pazzia
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Scritto da Uccio in Bicicletta
Ok lo so, dovrei studiare per la tesi. Ma ho appena letto il blog di Marco (Pisa – Cecina {versione tecnica… dice}) e non posso fare ameno di scrivere la mia versione, che si dice sia tecnica, in attesa anche della versione emo di Ivan. Ai sensi di colpa penserò più tardi.
Il programma di ieri sera di studiare dopo cena e andare a letto presto è durato ben poco. Un film al cinema mi ha fatto andare a letto all’una e un quarto, tutto sommato ancora accettabile per una sveglia alle 7:40. Orario che mi ha fatto fare 10 minuti di ritardo all’appuntamento con Marco, intirizzito dal freddo del primo mattino settembrino, mentre io mi pascevo del mio mio giacchettino tecnico da running, reduce dei tempi in cui pensavo sarei diventato il più grande podista della storia.
Ci troviamo con Ivan a San Giusto e partiamo alla volta di Cecina. Progetto abbastanza ambizioso: 71 km e una collina di 400 m da scalare. Ovviamente ritorno in treno.
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Quando Ivan mi ha proposto per la prima volta di fare il viaggio in bici in Trentino, ero più che certo che non avrei partecipato all’ultima tappa, che portava fino al Passo dello Stelvio, classificata con grado di difficoltà 5/5. La tappa era proprio in corrispondenza dello Stelvio Bike, manifestazione che attrae ogni anno migliaia di ciclisti da tutta Italia e in occasione della quale tutti i versanti dello Stelvio sono chiusi al traffico. Con la scusa del viaggio, mi sono tolto uno sfizio che avevo da tempo: comprarmi una bicicletta da corsa (o quasi). Dal giorno dell’acquisto a quello della partenza per il Trentino ho fatto parecchie uscite, molte delle quali nelle strade pianeggianti di Pisa e Lucca (fatta eccezione per il Serra e l’Abetone), altre nelle colline del Senese, totalizzando più di 900km. Con tale bagaglio chilometrico ho cominciato ad accarezzare l’idea di salire sullo Stelvio, fino ad abbracciarla del tutto una volta a contatto con gli entusiasti compagni di viaggio del Trentino.
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Tag: montagna, Stelvio, Trentino
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Scritto da Uccio in Bicicletta
NOOO!!! Un’altro post sulla bicicletta!
Una volta tanto vorrei scrivere qualcosa di pubblica utilità (almeno per i ciclisti).
Dato che ho avuto qualche difficoltà nel trovare percorsi nelle immediate vicinanze di Siena, interamente su asfalto ed evitando le strade principali, vorrei pubblicare il frutto dei miei sforzi elencando i percorsi che ho fatto, o che mi sono stati consigliati.
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Tag: asfalto, bicicletta, Chianti, Crete, google maps, Monte Luco, Siena, sterro
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