Archivio per la Categoria “Università”
Scritto da Uccio in Università
Ricordo ancora quando ero un giovine pieno di belle speranze che, quando sentiva parlare di studenti che impiegavano 8 anni invece di 5 a laurearsi, dichiarava spavaldamente:
“Per quanto un corso di Laurea possa essere difficile, sono convinto che basti un po’ di impegno per rimanere in pari. Di certo io non ci metterò così tanto tempo.”
E fu così che, dopo 7 anni e 3 mesi dalla sua iscrizione alla Laurea di primo livello, Federico Bellucci (in arte Uccio) entrò in tesi (di secondo livello), con un’aspettativa realistica di Laurea di 8 anni esatti, o forse un paio di mesi in meno.
Certo, ci sono delle attenuanti (più o meno valide):
- il fatto di non aver fatto nulla dalla discussione della tesi di primo livello, il 28 aprile 2006, all’iscrizione alla specialistica in Tecnologie informatiche di Pisa nell’ottobre dello stesso anno;
- l’impatto con un modello di studio completamente diverso da quello a cui ero abituato;
- la presenza di esami particolarmente ostici come ASE ed LC;
- l’aver investito parecchi mesi in un lavoro (tra l’altro malpagato).
Bisogna anche aggiungere che quello di Tecnologie Informatiche è effettivamente un corso impegnativo. Conoscendo un po’ di colleghi, non sono neanche risultato uno dei più lenti, anzi forse sono anche un pochino sopra media come tempi. Tirando le somme, sicuramente non sarei riuscito a laurearmi in tempo perfetto ma se ci avessi messo più impegno avrei potuto senz’altro impiegarci un anno in meno, se non addirittura due.
Comunque, ormai è inutile piangere sul latte versato, ma è tempo di rimboccarsi le maniche e mettersi sotto con la tesi.
Tag: javascript, SVG, tesi
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 Tangram
Finalmente!
Dopo mesi (e mesi)* e mesi di sviluppo incostante, Valerio ed io siamo arrivati alla versione (semi-)definitiva di EduTangram, il software che abbiamo realizzato come progetto per l’esame di “Informatica e didattica”. Si lo so, è un esame da checche, ma lo abbiamo scelto solo per aggiungere rapidamente una riga al nostro libretto universitario, ma alla fine ci abbiamo preso gusto e si è trasformato in un dolce interminabile calvario.
 Logo EduTangram
Nel lontano giugno 2009 ci siamo presentati alla professoressa Laganà per proporle un progetto, ma lei ci ha presi subito in contropiede proponendoci a sua volta di proseguire un lavoro avviato da un altro suo studente, Alessio P, che aveva sviluppato un’applicazione ispirata al Tangram, l’antico gioco cinese composto da 7 figure geometriche (3 triangoli, 1 quadrato e 1 parallelogramma) la cui superficie complessiva equivale a quella di un quadrato e che consiste semplicemente nel comporre, senza sovrapporli, i 7 pezzi (detti Tan) in modo da formare una figura sensata e possibilmente gradevole a vedersi.
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Tag: ActionScript, esame, Flex, tangram
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Scritto da Uccio in Università
Nel corso di laurea specialistica in “Tecnologie informatiche” di Pisa due esami creano particolari problemi agli studenti, seppure in modi completamente diversi.
Il primo è il famoso “Architetture parallele e distribuite” (ASE) di cui ho parlato in altri post. È tenuto da Marco Vanneschi, un docente eccezionale, con grandi doti espositive e in grado di tenere alta l’attenzione a lezione e di stimolare lo studente allo studio verso una materia estremamente interessante che copre aree di ricerca talvolta erroneamente trascurate. Ciò che spaventa di questo esame è la difficoltà dell’esame scritto che raramente è superato da più del 10% dei candidati. E ancor più dello scritto, almeno per quanto riguarda me, è stata causa di forte apprensione l’orale, in cui si deve affrontare a quattrocchi il professore, in grado di metterti completamente a nudo, di soffiare via ogni traccia di fumo con cui cerchi di nascondere le tue incertezze, arrivando dritto al nocciolo.
Il secondo è “Linguaggi e calcolabilità” (LC) di Egon Börger, professore di fama internazionale chiamato a Pisa apposta per tenere questo corso. Se dovessi indicare l’obiettivo del corso non credo che sarei in grado di farlo. Ciò che certamente emerge in questo corso è la definizione delle Abstract State Machines, una generalizzazione delle Finite State Machines, che consenta di computare qualsiasi algoritmo astratto su qualsiasi struttura dati, o qualcosa del genere… In particolare la conoscenza delle ASM viene approfondita mediante lo studio di problemi e modelli concreti tra cui spicca la formalizzazione dell’intero linguaggio Java, dall’interprete alla Virtual machine, dal compilatore al byte code verifier, dal caricatore al linker, insomma ogni sua parte. Detto così, per uno studente di informatica, potrebbe sembrare anche interessante sviscerare Java, un linguaggio che viene ormai utilizzato come base da molti corsi di laurea in informatica. Il problema è che il professore ne richiede una conoscenza puntuale, che si può ottenere soltanto imparando a memoria righe e righe di pseudocodice ASM.
Ma c’è una scappatoia…
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Tag: ASE, esame
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Questa è una vecchia storia ma, non so perché, non l’avevo ancora raccontata su questo blog.
Nell’autunno del 2007 seguii il mio primo corso di grafica 3D, per la precisione “Fondamenti di Grafica Tridimensionale”, tenuto dal Professor Paolo Cignoni. L’esame consisteva nella realizzazione di un plugin per MeshLab, applicazione open source multipiattaforma realizzata per la visualizzazione di modelli 3D molto grandi (in termini di vertici) come quelli che si ottengono tramite gli scanner 3D. Il software si basa pesantemente sulla libreria VCG, sviluppata dal Visual Computing Lab del CNR. Gira voce che sia lo strumento in assoluto più veloce per alcune operazioni sui modelli tridimensionali quali ad esempio (se ben ricordo) la “vertex simplification”.
Entrare a far parte di un progetto simile, di gran lunga il più importante cui avessi mai partecipato, era estremamente elettrizzante. Così Alessandro ed io, entrambi appassionati di progettazione di interfacce grafiche 2D, abbiamo scelto fra i vari task disponibili il “quality mapping plugin“. Esso consiste nel mappare direttamente sui vertici della mesh (modello 3D approssimato mediante reticolo di triangoli) un colore rappresentante il valore di qualità del vertice stesso, precedentemente calcolato. La qualità può essere la quantità di luce che gli arriva da una fonte luminosa, o il livello di “spigolosità” o tante altre cose che non starò ad elencare perché nemmeno io riesco a comprendere.
In uno-due mesi di lavoro siamo riusciti ad arrivare ad una versione funzionante del plugin. Presi dall’entusiasmo, su sprone del professore, abbiamo continuato ad aggiungere funzionalità che hanno reso il plugin sempre più potente e versatile. Il nuovo plugin sarebbe stato inserito nella versione 1.2 di MeshLab in uscita nell’estate del 2008. Purtroppo però la progettazione iniziale non era stata studiata per includere tali nuove caratteristiche nel plugin e quindi il codice diveniva inevitabilmente sempre più “spaghettoso“, funzionante ma un po’ instabile, sino ad arrivare ad un punto di non ritorno in cui era praticamente impossibile correggere bug senza crearne altri. La soluzione drastica proposta dal professore fu di riscrivere il codice da zero, soluzione che io ed Alessandro non eravamo disposti ad accettare dopo così tanti mesi di lavoro per un esame che, per quanto fosse interessante, era solo da 6 crediti. Dato il lavoro svolto, l’esame fu comunque registrato e da quel giorno calò un silenzio imbarazzante tra i programmatori (Ale ed io) e il committente (il prof).
La versione 1.2 è rimasta nel limbo per molti mesi (mi auguro non a causa nostra), fino a quando, pochi giorni fà è arrivato nella mailing list degli sviluppatori una notifica dell’avvenuto rilascio della nuova versione su Windows, Linux (solo sorgenti) e Mac (solo Intel). Credevo che il nostro plugin non sarebbe stato incluso e invece lo trovo in bella vista nella toolbar dell’applicazione insieme ad un sacco di nuovi plugin. E cosa ancor più sorprendente: funziona perfettamente! Non ho stressato il plugin in lungo e in largo alla ricerca di bug, ma sembra che almeno le funzionalità principali funzionino bene.
Per chi vuole provarlo:
- scaricare ed installare MeshLab
- aprire un modello
- ad esempio laurana50K nella cartella /sample
- applicare dei valori di qualità ai vertici
- ad esempio tramite Filter/Color/Face Ambient Occlusion
- aprire Quality Mapping Tool (cliccare sul link per una spiegazione dettagliata del plugin) tramite apposito pulsante a forma di “coniglietto morbidoso-psichedelico” (vedi immagine)
- cliccare su preview e giostrare con i vari comandi
 Mappatura in RGB del valore di curvatura gaussiana dei vertici della mesh
Tag: 3D, esame
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Mercoledì 22 aprile, sera prima dell’esame:
Federico: Vado a ripetere un’ultima volta la presentazione.
Enrico: Presentazione? Sembra che tu debba fare l’esposizione della tesi!
Federico: …
Beh, in effetti è quasi una tesi, è da ottobre che ci lavoro.
Sei mesi ormai sono passati da quando sono andato dal professore del corso di “realtà virtuale” a presentargli la mia idea per la realizzazione della prova pratica d’esame. Sei mesi spezzati in due dall’uragano ASE (parte 1, parte 2), durata dai primi di dicembre fino a tutto gennaio e dalla breve parentesi di “reti mobili” a febbraio, durata meno di tre settimane.
Un mese buono l’ho investito ad imparare ad usare Blender, suite open source multipiattaforma specializzata per la realizzazione di animazioni ma in grado di coprire egregiamente quasi ogni funzionalità richiesta ad un software per la modellazione 3D. Superato il primo impatto con l’interfaccia, che ti costringe ad abbandonare tutti i paradigmi d’uso che si associano abitualmente ai programmi di grafica 2D, sia vettoriali che raster, si impara a godere delle sue immense potenzialità.
Un altro mese, spalmato in tutto il periodo, l’ho speso nella progettazione di alcune semplici strutture dati e algoritmi, che realizzavano il vero e proprio progetto.
Il resto del tempo in pratica l’ho passato a litigare con alcuni punti un po’ scuri del framework su cui si poggiava la mia applicazione, XVR, e a districarmi fra gli infidi meandri della grafica 3D.
Come recita la firma di un utente del forum ufficiale di XVR che mi ha aiutato in più occasioni a sbrogliare intricate matasse:
I tell you, realtime 3D is made of blood, sweat and screams!
Alla fine comunque ce l’ho fatta.
L’idea era realizzare in 3D uno dei tanti strumenti di visualizzazione e archiviazione delle foto tipo Picasa. Nel progetto originale, oltre ad avere foto che se ne svolazzavano a destra e a sinistra ci doveva essere anche la possibilità di sfogliare veri e propri album fotografici posizionandovi sopra le foto (come si faceva abitualmente con le foto stampate 20 anni fa) e di archiviarli all’interno di scaffali ordinati per anno…
Varie difficoltà nella modellazione e nella realizzazione della logica dell’applicazione mi hanno fatto abbassare la cresta fino ad arrivare ad un’applicazione sostanzialmente giocattolo in cui non è neanche implementata la consistenza di stato tra una sessione d’uso e l’altra.
Purtroppo il framework, che avrebbe le potenzialità per essere multipiattaforma, attualmente è supportato solo su Windows e la sua integrazione con il browser è implementata solo su Microsoft Explorer (un controllo ActiveX).
Se pensate di poter sopportare questo oltraggio, potete provare ad immergervi in questo piccolo mondo virtuale cliccando qui.
Tag: 3D, Blender, esame, realtà virtuale, XVR
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Scritto da Uccio in Università
Sono a casa dei nonni dove mi è appena stata regalata la testa imbalsamata di una tigre.
Mia cugina la tiene sulle ginocchia e la accarezza dolcemente, tanto che la povera bestiola sembra quasi fare le fusa.
In realtà non è solo una testa ma è una tigre intera, piccola, un tigrotto.
Mentre le accarezza la schiena il suo corpo freddo è scosso da fremiti e all’improvviso si butta giù dalle ginocchia rovinando sul pavimento.
“Poverina…” esclama mia cugina preoccupata.
La bestiola si rialza goffamente sulle zampe instabili e si avvia verso la stanza accanto.
“Come farà a mangiare se non ha gli organi interni?” chiedo incuriosito a mia cugina.
“Devi nutrirla con le flebo” risponde lei sicura.
Suona la sveglia.
“Oddio! Devo fare l’esame! Che razza di sogno grottesco ho fatto?! Quel racconto di Kelly Link che ho letto ieri sera deve avermi intrippato il cervello”
In un attimo sono completamente sveglio. mi vesto, mi lavo, faccio colazione ed esco.
Cerco di non pensare all’esame. Penso invece a cosa farò quando lo avrò finito. So che se pensassi solo per un attimo a Lui mi lascerei prendere dal panico.
Paolo è già là, nonostante fosse l’ultimo. Mi spiega che è venuto presto per cercare l’ombrello che gli ha prestato la sua ragazza e che non era riuscito a ritrovare. È molto dispiaciuto per questo.
Forse sto ancora sognando?
“Il prof è già dentro, quando è arrivato e mi ha visto si è chiuso in ufficio” mi dice abbozzando un sorriso.
Facciamo passare i minuti parlando del più e del meno, poi Lui esce e ci interrompe mentre stiamo ancora parlando. Mi guarda.
“Bellucci?”
Mi alzo, lo seguo e mi siedo ostentando sicurezza. Ma il mio organismo si rifiuta di sostenermi: il cuore batte all’impazzata e la pressione va alle stelle mentre la salivazione di azzera.
La prima domanda sui multiprocessor mi è abbastanza familiare da evitarmi il collasso. Gli rispondo incerto mentre mi sforzo di riportare i valori corporei entro i limiti di sopravvivenza.
La seconda domanda è una pugnalata al cuore. Vado nel pallone e la interpreto in modo errato. Le Sue narici sbuffano come quelle di un bufalo inferocito mentre sbatte con ferocia la penna contro il tavolo.
“A giudicare dal compito pensavo che avesse capito la domanda ma forse mi sbagliavo. Tutte queste cose le ha scritte a caso?” mi chiede indicando lo schema della parallel prefix che ho disegnato nel compito.
È finita. Adesso mi butta fuori… che palle! Lo devo ripreparare per febbraio! No, mi rifiuto! Pensa! Rifletti! Perché insiste sul compito? Cos’è quella roba? IN, OUT? Certo! Ok, ora tutto è chiaro. Mi scuso di non aver capito e riformulo la risposta.
Le Sue narici smettono di soffiare e la testa incassata nelle spalle quadrate fa capolino per un attimo. Un respiro profondo e l’ultima domanda: dimostrazione del delta.
La so!!!
Pausa.
Lui consulta il Suo misterioso foglio in cui, come vuole la leggenda, annota tutti i voti accumulati dagli studenti. Il cuore ricomincia a correre, nel terrore che voglia farmi un’altra domanda. Poi mi guarda da sotto gli occhiali.
“19.”
“Va bene.”
Tag: ASE, esame, Kelly Link, sogno, Vanneschi
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Scritto da Uccio in Università
Il testo seguente è preso dal sito del Ministero della Pubblica Istruzione. Contiene notizie e dati falsi. In un paese normale un ministro sa di cosa parla, e non tira numeri a caso. Ma questo, evidentemente, non è un paese normale.
Trovate commenti dei Ricercatori di Ingegneria contro la 133 inline.
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Tag: 133, legge, menzogna, politica, riforma
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Scritto da Uccio in Università
Non è freschissima perché è di ieri, ma l’ho vista solo oggi e mi ha colpito molto.
Da LaRepubblica.it:
Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga un anziano docente urla: “Contento ora?”
Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE
AVEVA l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.
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Tag: 133, manifestazione, politica, polizia, riforma, Roma
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Scritto da Uccio in Università
Ciao a tutti,
io non sono tipo da mail a catena, o di propaganda, vi scrivo questa perché mi è stato chiesto… a volte non è il caso di fregarsene, anche se è facile…
Questa mail non ha nessuno sfondo politico. Io ho le mie idee, ma non mi interessa imporle a nessuno, perché credo molto nella libertà di pensiero. Per cui prego tutti di leggere fino in fondo, senza pregiudizi.
Ieri sono andato ad un assemblea, indetta dal rettore dell’Università di Pisa per informare tutti delle conseguenze della situazione attuale, per quanto riguarda l’università e la ricerca. È stato lui a chiedere a tutti i presenti di divulgare il più possibile. Ecco perché scrivo, riportando solo le sue parole.
A luglio di questo anno è stata proposta una legge, approvata a tempo di record, che riguarda da vicino le Università, il fatto che l’abbia fatto questo governo non ha importanza, in questo momento; bozze ne esistevano già da precedenti governi.
Potrei dirvi di leggervi la legge, allegandola, ma so che poi non lo farebbe nessuno, quindi ci scrivo i due punti fondamentali:
- taglio, in due/tre anni di un complessivo di oltre un miliardo e mezzo di euro ai finanziamenti alle università;
- obbligo di turn over con divieto di riassumere più del 20% del personale congedato, cioè per ogni 10 professori, ricercatori, amministrativi, ecc… che vanno in pensione, se ne assumono due;
- possibilità per le università di diventare fondazioni private.
Questo significa che le università manderanno a spasso un sacco di gente, e che potranno sopravvivere solo grazie ad un aumento delle tasse che il rettore dell’Università di Pisa stima su circa mille euro al mese!
Questo porterà al licenziamento di un sacco di ricercatori, quindi pian piano, alla fine della ricerca in Italia. Le Università che non riusciranno a farcela con le tasse, perché con pochi studenti, spariranno. Quelle con più gente disposta a pagare diventeranno scuole private, dove solo chi ha soldi può studiare.
Ieri all’assemblea sono intervenute persone di tutte le ideologie, di tutte le categorie, senza far pesare le differenze. Io ero seduto in terra accanto a professori e segretari. Questo per dire che non c’entra niente la politica, semplicemente si tratta di informazione. Perché ieri il rettore ha deciso di non inaugurare l’anno accademico, perché ha detto che forse tra due anni non ci sarà più niente da inaugurare, e oggi non un telegiornale, fra quelli principali, ne ha fatto menzione, quando in quasi tutte le università c’è casino.
Vi scrivo solo perché vorrei che tutti sapessero quale è la situazione reale, e non si fermassero di fronte a pregiudizi di fazione. Una cazzata è una cazzata, da qualunque parte provenga. Vi rubo qualche minuto solo perchè per me l’università è stata un’esperienza bellissima, e pensare che ci sia chi non possa farla solo per soldi, mi fa effetto. Io potrei fregarmene: fra due anni, se tutto va bene, sarò già fuori, ma di amici studenti ne ho molti; e se un giorno avrò figli, quando avranno vent’anni non credo che gli importerà un cazzo chi io abbia votato o chi abbia governato, ma saranno interessati a sapere perché vogliono fare un’Università che io non mi posso permettere di dare loro.
Se a qualcuno di voi sta cuore aver potuto fare lo studente, senza mettere nei guai i propri genitori, pensateci e spargete la voce, magari con chi pensa che gli studenti siano solo scansafatiche pagati.
Questa non è una ganzata dei collettivi studenteschi, per marinare le lezioni, qui stanno protestando i rettori, qui si rischia di chiudere le Università!
Per favore, non statemi a rispondere, con invettive o commenti. Che siate d’accordo o meno, non è una mail che vi farà cambiare idea, ed è giusto che sia così. E’ sufficiente che vi venga la curiosità di saperne di più. A chi interessa il 23 ottobre Pisa ospiterà un’assemblea cittadina per difendere l’Università.
A chi ha avuto la pazienza di leggere fino qui, grazie, e scusate se vi ho fatto perdere tempo.
Ciao,
Federico
 Assemblea alla Marzotto
Note:
- Il Federico della lettera non sono io;
- per info sulla legge e sul comitato del NO, visita NO! alla 133.
Tag: 133, Pisa, politica, riforma, studente, tasse, tristezza
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Disclaimer: questo post è un’annotazione personale, quindi non c’è scritto niente di interessante. Oltretutto è molto lungo, quindi leggilo a tuo rischio e pericolo (di annoiarti).
Alcuni amici mi invidiano per la mia tranquillità, per la mia capacità di far fronte i problemi con serenità, per la calma con cui affronto le difficoltà senza cadere mai nel vortice della rabbia. Attribuisco questa mia peculiarità all’applicazione di una filosofia di vita che ho adottato ormai da molti anni, ovvero la ricerca del lato positivo di ogni cosa. Mi ha aiutato ad affrontare molti problemi e ad uscire indenne (ma rafforzato) da brutti periodi.
Mi ha sostenuto ad esempio quando sono bocciato per la prima volta nei miei 6 anni di carriera accademica ad un esame scritto, quello di “Architetture Parallele e Distribuite” (che chiamerò per semplicità “Architetture 2″) del professor Vanneschi, l’esame più impegnativo del Corso di Laurea specialistico in “Tecnologie informatiche”. Senza esagerare, posso affermare con sincerità che ero comunque contento del risultato, contento di averci provato e di essermi almeno confrontato con quello che era ritenuto da tutti lo scoglio per eccellenza. Avevo già provato a svolgere qualche testo di esame, ma fra il farlo nella tranquillità della propria stanza e farlo nello stress dell’appello c’è di mezzo un abisso. Il tentativo mi aveva aiutato a capire che tre ore non erano poi così tante per svolgere il compito e che bisognava fare economia sulle pause di riflessione e sulle cose da scrivere.
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Tag: affitto, ASE, casa, esame, scogli, tecnologie informatiche, tristezza, Vanneschi
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