Nel corso di laurea specialistica in “Tecnologie informatiche” di Pisa due esami creano particolari problemi agli studenti, seppure in modi completamente diversi.

Il primo è il famoso “Architetture parallele e distribuite” (ASE) di cui ho parlato in altri post. È tenuto da Marco Vanneschi, un docente eccezionale, con grandi doti espositive e in grado di tenere alta l’attenzione a lezione e di stimolare lo studente allo studio verso una materia estremamente interessante che copre aree di ricerca talvolta erroneamente trascurate. Ciò che spaventa di questo esame è la difficoltà dell’esame scritto che raramente è superato da più del 10% dei candidati. E ancor più dello scritto, almeno per quanto riguarda me, è stata causa di forte apprensione l’orale, in cui si deve affrontare a quattrocchi il professore, in grado di metterti completamente a nudo, di soffiare via ogni traccia di fumo con cui cerchi di nascondere le tue incertezze, arrivando dritto al nocciolo.

Il secondo è “Linguaggi e calcolabilità” (LC) di Egon Börger, professore di fama internazionale chiamato a Pisa apposta per tenere questo corso. Se dovessi indicare l’obiettivo del corso non credo che sarei in grado di farlo. Ciò che certamente emerge in questo corso è la definizione delle Abstract State Machines, una generalizzazione delle Finite State Machines, che consenta di computare qualsiasi algoritmo astratto su qualsiasi struttura dati, o qualcosa del genere… In particolare la conoscenza delle ASM viene approfondita mediante lo studio di problemi e modelli concreti tra cui spicca la formalizzazione dell’intero linguaggio Java, dall’interprete alla Virtual machine, dal compilatore al byte code verifier, dal caricatore al linker, insomma ogni sua parte. Detto così, per uno studente di informatica, potrebbe sembrare anche interessante sviscerare Java, un linguaggio che viene ormai utilizzato come base da molti corsi di laurea in informatica. Il problema è che il professore ne richiede una conoscenza puntuale, che si può ottenere soltanto imparando a memoria righe e righe di pseudocodice ASM.

Ma c’è una scappatoia…
Al primo appello dopo il corso, a gennaio, ci sono molti candidati, quindi il professore ha “giustamente” pensato di consentire ai candidati di scegliere se accettare il voto dello scritto o se sostenere un’orale per poter alzare il voto. Stranamente il 100% dei candidati a cui viene fatta la proposta accetta di buon grado il voto dello scritto, anche se estremamente basso.
Questo perché durante lo scritto, che come ho già accennato richiede una conoscenza puntuale di (relativamente) poche righe di pseudo-codice, viene fatto largo uso di bigliettini. Nel caso un candidato riesca nell’imbroglio potrebbe riuscire a prendere 30 anche senza aver toccato uno dei due voluminosi ed ostici libri di testo.

Ad ogni modo uno studio approfondito e concettuale della materia non è sufficiente a superare l’esame scritto, come ho amaramente riscontrato nelle prove intermedie due anni fa, ma è necessario l’utilizzo di bigliettini o un’ottima memoria.

Io purtroppo a gennaio ero impegnato con ASE ed ho dovuto rimandare LC a giugno. Dei tre esercizi, due li sapevo a memoria, l’altro lo conoscevo solo concettualmente. Avendo solo spiegato (correttamente!) la soluzione del terzo esercizio a parole, senza scrivere lo pseudocodice, il punteggio attribuito dal professore è stato 0, che sommato ad un’imprecisione nel primo esercizio e ad un’ora di estenuante orale, si è concretizzato in un 18, da me rifiutato. Nonostante il professore mi avesse sconsigliato di presentarmi all’appello successivo, solo due settimane dopo, sono riuscito ad imparare a memoria anche l’argomento che mi mancava e a completare tutti e tre gli esercizi, che per stessa ammissione del professore vengono pescati da un insieme di una decina di argomenti riutilizzati ad ogni esame. Dopo un rapido orale, in cui non ho saputo rispondere a due delle tre domande che mi ha fatto, il professore mi ha proposto 30, dispiacendosi di non potermi dare la lode. Forse non si ricordava che solo quindici giorni prima mi aveva consigliato di non presentarmi…

Mi chiedo come mai un esame del genere sia stato mantenuto per così tanti anni. Ad ogni modo dall’anno prossimo non esisterà più, non ho capito se semplicemente a causa della riforma dell’ordinamento del corso di Laurea, oppure se perché il professore non ci sarà più (anno sabbatico? pensione? sarebbe anche ora…)
Francamente me ne infischio (cit). Questo era l’ultimo esame scritto che mi mancava da sostenere. Ora devo solo consegnare un progetto che ho scelto di fare in un framework che ho scelto di utilizzare.

D’ora in poi niente più studio se non per interesse personale o per il vile danaro.

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2 Risposte a “Come passare l’esame di LC”
  1. Alveoten scrive:

    grande! e basta!

  2. Daniele scrive:

    Chissà se i professori (non tutti, quelli come questo) sanno che il loro corso viene visto in questo modo dagli studenti. Temo che la loro (probabile) ignoranza sia deliberata, e quindi poco scusabile.

    Bravo. Dai che quel puntino alla fine del tunnel si fa sempre più vicino! (poi entri in un altro tunnel, solo un poco diverso…)

  3.  
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