Non odiatemi se ormai questo blog, oltre a pubblicare articoli con una frequenza scandalosamente bassa, non fa altro che parlare di batterie che non funzionano e di triangolini colorati, ma mi sembrava doveroso spendere due parole sulla mia prima vera esperienza lavorativa da informatico annotabile sul curriculum.
Dopo la consegna ufficiale del progetto d’esame di “informatica e didattica” avvenuta il 27 ottobre, la Professoressa Laganà ci ha proposto non solo di continuare a sviluppare il progetto ma anche di farlo provare direttamente ai bambini di una scuola elementare provvista di lavagna elettronica. All’inizio non sapevamo bene a cosa andassimo incontro così abbiamo deciso di prender tempo, acconsentendo ad andare a fare una prova.
La scuola in questione è l’elementare Zerboglio di Pisa, nella quale abbiamo incontrato la maestra Angela, energica promotrice dell’iniziativa. La lavagna è risultata essere un dispositivo molto meno complesso di quanto credessi: non un costosissimo display touchscreen ma una semplice superficie sensibile ad una penna elettromagnetica (quindi non al tocco delle dita) su cui vengono proiettate le immagini provenienti da un proiettore digitale collegato ad un computer portatile, a sua volta connesso alla lavagna mediante cavo usb per ricevere l’input della penna.
Banco… di prova
L’impatto è stato a dir poco entusiasmante. La possibilità di spostare e ruotare i pezzi del Tangram con una penna direttamente sulla lavagna, anziché con un’interfaccia indiretta come quella del mouse, poneva la nostra applicazione sotto una nuova luce. Per la prima volta nella mia esperienza di informatico forse avevo sviluppato un software che non era un semplice esercizio didattico fine a se stesso ma uno strumento che poteva interessare qualcuno e utilizzabile nel mondo reale.
A distanza di pochi giorni abbiamo ripetuto la prova con Giuseppe, un bambino-cavia appositamente selezionato dalla maestra. Nonostante la tenera età di otto anni, ci ha sorpresi vedere con quale dimestichezza sia riuscito a prendere confidenza con la lavagna e l’applicazione. Fu così che decidemmo di accettare l’incarico: una lezione a settimana di 90 minuti per un periodo che è poi è risultato essere di poco meno di due mesi.
Non dimenticherò mai le espressioni di meraviglia dei bambini durante la prima presentazione dell’applicazione. Lavorare con loro è stata è un esperienza magnifica e ricca di sorprese, nonché un banco di prova eccezionale per testare l’applicazione. Grazie a queste lezioni è stato infatti possibile individuare una serie di errori e difficoltà d’uso che altrimenti sarebbero state impossibili da scovare.
Devo ammettere però che non sono state tutte rose fiori per quanto riguarda l’utilizzo della lavagna, che ha mostrato nel tempo delle imperfezioni che inizialmente non avevamo notato, quali ad esempio:
- la bassa frequenza di aggiornamento della posizione della penna che impedisce di spostare gli oggetti troppo rapidamente;
- la minore flessibilità rispetto al mouse, ovvero la totale mancanza del tasto centrale, la difficoltà ad utilizzare il “click destro” e la mancanza di una presenza fissa del puntatore nell’applicazione, che ne riduceva quindi l’usabilità non visualizzando i tooltip e non evidenziando i pulsanti e gli elementi interattivi come avviene quando ci si passa sopra con il mouse;
- la mancanza, o meglio la lontananza, dalla tastiera, che rendeva difficile cose banali come il salvataggio di una figura. Ogni inserimento di testo rendeva infatti necessario l’utilizzo della “tastiera su schermo”, estremamente lenta dato che può essere utilizzata con un solo dito, o meglio penna.
Manca inoltre la possibilità di utilizzare i tasti “Maiuscolo” o “Control” per funzioni avanzate come la selezione multipla; - il problema più grave è risultato infine essere la limitata precisione di puntamento, particolarmente fastidiosa quando si tratta di puntare elementi molto piccoli e che ha portato talvolta i bambini a momenti di forte frustrazione.
Conoscendo questi limiti è comunque possibile arginarli, magari al costo di appesantire un pochino l’interfaccia grafica. Per quanto riguarda l’impossibilità di utilizzare i tooltip sui pulsanti si può pensare di inserirli in delle didascalie fisse. Si può invece ovviare in parte alla difficoltà di puntare con la penna elementi piccoli ingrandendo banalmente tali elementi.
In generale è consigliabile prevedere un’opzione che consenta di impostare l’applicazione su “modalità lavagna” attivando una serie di meccanismi visuali o di controllo in modo da ridurre i suddetti problemi.
EduTangram website
È finalmente online la bozza del sito web di EduTagram in cui è possibile scaricare o installare l’ultima versione disponibile e che, forse in un futuro remoto, potrà essere usato come punto di raccolta e scambio per i lavori svolti dagli utenti dell’applicazione.
A breve sarà inoltre pubblicata la release 1.2 in cui è stata implementata la sezione “Gioca con la geometria” dove è possibile interagire singolarmente con i pezzi del Tangram in modo da poter provare liberamente sovrapposizioni e ribaltamenti.
Tag:scuola, tangram





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perchè non pubblicate un video di una delle lezioni che tenete?
E’ molto interessante quello che avete fatto, ma leggerlo solamente non è altrettanto stimolante
…posso andare in bagno “Maestro Federico”?
…certo Alessandro vai pure, e mi raccomando falla tutta!
Sì, in effetti mi è dispiaciuto non aver fatto neanche una foto…
Io avevo pensato a fare un video da mettere sul sito, sarebbe stata un’ottima pubblicità per l’applicazione.
Ma poi mi è venuto in mente che i genitori non avrebbero voluto.
Anche avere una foto con la classe non sarebbe male (un bel ricordo di questa esperienza), ma penso ci sia lo stesso problema.
Avrei aspettato a pubblicare l’url del sito.
Per quanto riguarda i bambini è saltato fuori per caso l’argomento stasera. Non è possibile pubblicare nulla senza l’esplicita liberatoria dei genitori.
Per quanto riguarda aspettare… avresti aspettato a pubblicare l’url del sito? Se aspettiamo che sia completo non si pubblica più…
E comunque era indicizzato nei motori di ricerca già da un sacco di tempo, quindi in effetti era già pubblico.
Che esperienza entusiasmante mi stai comunicando. Avrei voluto essere lì a vedere
Congratulazioni e… continuate con questo entusiasmo. Ah, hai fatto bene a pubblicare l’url