Posts Tagged “Ubuntu”


HP DeskJet F2480Da tempo avevo voglia di comprarmi una stampante in modo da evitare di appoggiarmi agli amici o di subire un salasso nelle copisterie ogni volta che dovevo stampare qualcosa.

Finora avevo resistito un po’ perché ne ho veramente poco bisogno ma anche per avarizia e per mancanza di spazio sulla mia mia piccola scrivania nella mia stanzetta da universitario fuori sede. Ma da quando ho scoperto che i prezzi di stampanti e cartucce sono molto più bassi di quanto ricordavo, mi sono deciso a fare questo investimento.

Dopo aver visto un’offerta sul sito di MediaWorld sono andato a comprarla, scoprendo troppo tardi che le offerte del sito non hanno niente a che vedere con quelle del negozio… Ma ormai però ero lì, accompagnato in auto da un amico, così ne ho presa una che costava comunque poco: la multifunzione HP DeskJet F2480 a soli 49 euro, incluse le cartucce ma, ahimè, escluso il cavo USB!!!

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Templates folderNon so se questo articolo potrà essere utile a qualcuno ma, visto che ci ho perso alcuni quarti d’ora, valeva la pena di metterlo nero su bianco.

Su Windows ho sempre usato il menu contestuale “crea documento” per creare al volo un documento di testo nella cartella in cui mi trovo. Quindi passando ad Ubuntu ho sempre sofferto, erroneamente, di questa mancanza. Parlando con un amico ho infatti scoperto che il menu contestuale “crea documento” di Gnome viene popolato dai file presenti nella cartella “Modelli” (in inglese “Templates”) che si trova solitamente nella propria home. Ad ogni file presente in questa cartella corrisponde una voce nel menu contestuale, che possono quindi persino essere raggruppati in sotto-cartelle.

Dato che io mantengo la stessa home ogni volta che faccio un aggiornamento ad una nuova release di Ubuntu, in uno di questi passaggi Gnome deve essersi incasinato un po’, perché ha impostato come cartella “Modelli” una cartella diversa da quella di default.

Cercando in rete ho trovato un bug su Launhpad che ha poco a che vedere con questo problema ma in cui era indicato il file di configurazione di Gnome per cambiare la cartella di destinazione per i file di modello.

Quindi è stato sufficiente aprire il file:

~/.config/user-dirs.dirs

e impostare la variabile contenente l’indirizzo della cartella templates nel seguente modo:

XDG_TEMPLATES_DIR="$HOME/Modelli"

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Come ogni volta che una nuova distribuzione di Ubuntu viene rilasciata, tutti i server da cui scaricarla si intasano.

Sei impaziente di provare la nuova Ubuntu e di contribuire alla sua diffusione?
Allora la soluzione è BitTorrent (o un qualunque altro client torrent).

Scarica il torrent di Ubuntu 9.04 Desktop 32 bit cliccando qui, e avrai Jaunty Jackalope in pochi minuti!

Oppure vai alla pagina dei download per le altre versioni cliccando qui.

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Grenade on hard disk

Si parla molto della novità più interessante della nuova Ubuntu 9.04 – Jaunty Jackalope – che uscirà fra pochi giorni: il file system Ext4.

Finalmente, dopo 3 anni e mezzo di gestazione, Ext4 è stato dichiarato stabile. Sarà più veloce e più efficiente del suo predecessore Ext3 e, per la prima volta, consentirà agli utonti di fare ciò che finora era ritenuta un’eresia: la deframmentazione.
Purtroppo però i suoi sviluppatori si sono accorti troppo tardi che la tecnica del “delayed allocation” implementata in Ext4, oltre a consentire un incremento prestazionale, cela un insidioso problema: in caso di blackout i file attualmente in scrittura non rimarrebbero semplicemente alla versione precedente al salvataggio, come avviene in Ext3, ma verrebbero irrevirsibilmente corrotti.

In parole povere: allo stato attuale Ext4 rischia di distruggere i vostri dati!

Essendo questa una caratteristica a dir poco deplorevole per un file system, gli sviluppatori stanno già provvedendo alla stesura di una patch, che purtroppo verrà rilasciata solo nel Kernel 2.6.30 (si noti che Jaunty Jackalope integrerà il Kernel 2.6.28).

Pensateci bene quindi prima di decidere come formattare le vostre partizioni.

Un ultima nota per gli utenti Windows: chi, come me, utitilizza uno dei tanti driver per Windows che consentono di accedere a partizioni Ext3, dovrà anche aspettare che uno di questi driver venga esteso per essere compatibile con Ext4, dato che attualmente nessun driver lo supporta.

Fonte:

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Qualche giorno fa mi sono finalmente deciso a passare alla nuova distribuzione di Ubuntu: Intrepid Ibex.

Ho deciso di formattare entrambe le partizioni (root ed home), anziché aggiornare, perché tempo fa mi si era rovinata la partizione di home a causa di un riavvio forzato sotto Windows XP. Windows è infatti installato in una partizione separata NTFS che accede però in scrittura alla partizione Ext3 grazie al programma freeware Ext2IFS. A parte questo piccolo problemino, che comunque si era risolto abbastanza felicimente, mi sono sempre trovato bene con Ext2IFS tanto da farmi dimenticare della sua presenza.

Dopo aver formattato la partizione di home e rimesso i file esattamente nelle stesse cartelle di prima, Windows riconosceva però la partizione di home come RAW, consigliando di formattarla (orrore!).

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Quando mi sono trasferito a casa nuova, ho dovuto affrontare il “problema” di dover riconfigurare la connessione wi-fi.

A parte che i miei coinquilini non mi avevano detto che il router era configurato per funzionare solo con IP statici, facendomi perdere 2 ore a capire perché non riuscivo a connettermi; ma poi, dopo essermi finalmente connesso con IP statico, si è manifestato un problema più subdolo: ad ogni riavvio (o quasi) dovevo aprire il network manager, inserire la password di root, cliccare su opzioni wi-fi, reimpostare WPA2 nella scelta del metodo crittografico, nonché ridigitare la password wi-fi. Una routine decisamente lunga ed inutile.

Sono andato avanti per un po’ così finché non mi sono deciso a cercare una soluzione. Ho trovato un thread sul forum di Ubuntu in cui moltissimi utenti avevano il mio stesso problema.
L’unica soluzione valida proposta (che mi era già stata proposta da Pasquale) è stata l’installazione di un utility per la connessione a internet alternativa al network-manager di Gnome. Questa alternativa si chiama WICD ed in effetti funziona perfettamente.

Per installarlo su Ubuntu:

  1. Aggiungi il repository di Wicd al gestore pacchetti di Ubuntu andando su Impostazioni > Archivi dei pacchetti > Software di terze parti > Aggiungi…, e digita la seguente linea:
    deb http://apt.wicd.net hardy extras
    dove hardy è la tua versione di Ubuntu (dapper, edgy, feisty, gutsy, hardy, intrepid).
  2. Avrai anche bisogno di aggiungere la chiave usata da Wicd eseguendo il seguente comando da terminale:
    wget -q http://apt.wicd.net/wicd.gpg -O- | sudo apt-key add -
  3. Clicca su Ricarica, cerca “Wicd”, selezionalo per l’installazione e premi Applica.

Nota: installare Wicd rimuoverà network-manager, causando una perdita temporanea della connessione.

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Condivido, come la maggior parte degli utilizzatori di PC, l’odio per l’ultimo sistema operativo della Microsoft, Windows Vista.
Seppure sia ridicolo continuare ad utilizzare un sistema operativo che ha quasi 10 anni, ho comunque preferito fare il downgrade a XP del mio nuovo portatile (Dell XPS M1530).

Nel momento in cui scrivo questo post sulla pagina di supporto della Dell non sono ancora disponibili i driver di Windows XP per l’M1530. Lo sono però per l’M1330, suo fratello minore.

In realtà, come ho provato sulla mia stessa pelle, non tutti i driver di quella pagina sono utilizzabili. Per fortuna, esiste una guida di un utente che ha installato XP sul suo M1330, che mi è stata utilissima per sbrogliare la matassa. La riporto anche qui con un alcune annotazioni e cambiamenti.

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Hardy HeronSono arrivati insieme giovedì scorso: il mio nuovo portatile (Dell XPS M1530) e Ubuntu 8.04 (nome in codice Hardy Heron). Non potevo quindi fare a meno di provarli insieme.

Non appeno tiro fuori il computer dalla scatola, premo il pulsante di accensione, giusto per verificare che mi abbiano inviato un portatile e non un guscio di noce.  Mi tolgo la soddisfazione di rispondere no all’accettazione del contratto EULA di Windows e spengo forzatamente tramite il pulsante di accensione dato che non c’è altra possibilità (evidentemente i progettisti del software di installazione non avevano  previsto la possibilità di rifiutare il contratto :) ).

Inserisco il CD di Ubuntu ed avvio l’installazione.
Superata la prima difficoltà delle partizioni (grazie a Valerio) in tempo di mezz’ora mi ritrovo con un sistema operativo pienamente operativo e ricco di software già installati.
Inizialmente non riesco a far funzionare la wireless perché non so che tipo di password scegliere (Windows invece lo riconosce automaticamente) quindi, per far prima, attacco il cavo ethernet ed accedo a internet. Più tardi riesco anche a testare la wireless grazie alla connessione aperta di un vicino, che il vecchio PC invece non riusciva a beccare per la bassa potenza del segnale :)

Per fare un po’ di prove avvio il riproduttore musicale predefinito, RythmBox. Così per scherzo provo i tasti dedicati all’audio sopra alla tastiera: funzionano! Anche quando il programma non è in primo piano!
La qualità audio è molto buona ma il volume massimo risulta un po’ basso, inoltre la scala di riduzione del volume non ha un comportamento molto lineare: dopo aver abbassato il volume di tre-quattro tacche le casse diventano praticamente mute. Magari sarà possibile scaricare dei driver migliori…
Giacché sono ad ascoltare la musica provo anche il telecomandino integrato: funziona!!!

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